Martedì 18 dicembre 2018| 26 utenti online
 

ODG: Contributi scolastici

Nelle scuole superiori della nostra Provincia, così come avviene nel resto d’Italia, agli studenti è richiesto un
“contributo scolastico” di natura economica al momento dell’iscrizione. Talvolta, nonostante la natura “volontaria” di tale contributo, le scuole ricorrono a metodi irregolari, pretendendo il versamento con richieste sempre più serrate. In certe scuole ancora, soprattutto alberghieri e artistici o scuole con corsi di lingua aggiuntivi, i contributi toccano quote anche più elevate dei 150 euro medi richiesti. Non possiamo tuttavia comprendere la funzione svolta da tali contributi se non li consideriamo come
inseriti in un quadro più ampio, che va oltre il singolo istituto. La comparsa del contributo scolastico così come lo conosciamo oggi è la conseguenza di due avvenimenti precisi: a) l’introduzione della “autonomia scolastica” alla fine degli anni ’90 dalla Riforma Berlinguer del governo di centro-sinistra, con la quale si autorizzavano le scuole a chiedere soldi alle famiglie, e b) l’inizio
dei massicci tagli ai fondi destinati all’istruzione pubblica, che hanno assunto proporzioni rilevanti a partire
dal 2008. Negli ultimi dieci anni, le scuole pubbliche hanno ricevuto complessivamente più di 22 miliardi di
euro in meno, tagli giustificati con la necessità di fare fronte ai vincoli europei in materia di debito e bilancio. Mentre avveniva ciò, la somma richiesta alle famiglie diveniva sempre più alta: se nei primi anni 2000 si trattava di poche decine di euro oggi si richiedono contributi che pesano sempre più sul bilancio delle famiglie e ammontano in media a più di 100€, con picchi che superano i 200€ in alcune scuole. Come
conseguenza dei tagli, è cambiata non solo l’entità ma anche la funzione del contributo richiesto, che se originariamente serviva a finanziare ampliamenti dell’offerta formativa, oggi sopperisce alla mancanza di fondi statali nel finanziamento delle attività ordinarie. La circolare MIUR del 13 aprile 2012 ha addirittura “autorizzato” le scuole a utilizzare i soldi dei contributi per coprire spese che dovrebbero essere a carico dello Stato, ma per le quali non sono più stanziati fondi da anni.
Insomma, scaricando sulle spalle delle famiglie l’onere di finanziare l’istruzione dei figli, è stato possibile operare ingenti tagli, senza che il bilancio delle scuole subisse un tracollo improvviso.
Credendo nella gratuità dell’istruzione ed essendo la scuola un organo statale ed obbligatoria fino ai 16 anni, riteniamo che l’unico strumento a nostra disposizione sia porci contro il contributo scolastico. In questo modo, intendiamo rendere evidente la gravità della situazione e ribadire il principio costituzionale sulla gratuità dell’istruzione (art. 34 comma 2).
Come Consulta Provinciale degli Studenti di Torino riteniamo indispensabile esprimere una netta posizione a favore degli studenti rispetto a ciò che accade. In base a queste considerazioni, in qualità di rappresentanti degli studenti medi di tutte le scuole superiori della Provincia. Esprimiamo la nostra CONTRARIETÀ all’utilizzo del contributo volontario come mezzo per sopperire alla mancanza di fondi statali.

Chiediamo quindi al Governo di coprire interamente i costi dell’istruzione pubblica, tramite un piano pluriennale di rifinanziamento della scuola pubblica.

Allegati:

    Link utili:

    Ministero dell'Istruzione

    Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte

    Ministero dell'Istruzione

    Ufficio Scolastico Territoriale per la Città Metropolitana di Torino
     
     
    La Consulte degli Studenti

    È un organo di rappresentanza di primo livello degli studenti secondari superiori della provincia.

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